RECENSIONE

INDIVENIRE mostra fotografica

La ricerca fotografica di Alberto Andrian si arricchisce di un nuovo capitolo, una mostra che raccoglie una trentina di scatti della città di Padova, in quei luoghi dove il paesaggio urbano si sta trasformando.

Si tratta di aree dismesse in attesa di una nuova destinazione, di aree dove i cantieri che arricchiranno la città di nuovi edifici sono nel pieno dell’attività, e di altre aree ancora per le quali gli iter progettuali sono già terminati, e che attendono solo l’avvio dei lavori.
E’ la vita dello spazio urbano, che sia esso inteso come città storica o come città diffusa così come la conosciamo nella nostra regione. Un’immagine risultato di una lunga scrittura che si svolge nel tempo, divisa nelle fasi di costruzione, demolizione, e poi ancora costruzione. Una lenta opera di stratificazione che si addensa attorno a luoghi di pregio, che ne trasforma alcuni, e che ne lascia altri ancora abbandonati, magari temporaneamente, al loro destino.
E’ un tema che tocca da vicino la professione dell’architetto: la trasformazione urbana si intreccia con la necessità delle amministrazioni di lanciare delle operazioni di rigenerazione urbana, in grado di infondere nuova linfa nei rami secchi del tessuto cittadino, soprattutto nei confronti di quelle aree che, nel tempo, si sono degradate. Si tratta di processi di mutamento che vedono il lavoro congiunto del settore pubblico e di quello privato, in una fusione tra gestione amministrativa pubblica e progettualità privata
.
La ricerca fotografica esposta nella mostra
Indivenire intercetta alcuni momenti di sospensione di vita cittadina, rilevando degli istanti appartenenti al flusso del divenire. Soggetto ne è il fluire del tempo, che genera un mutamento discreto e quasi impercettibile, comunque inesorabile: ogni immagine rappresenta un evento passato, che permane vivente attraverso le tracce impresse sulle cose.

La sua fotografia mette soprattutto in evidenza la particolarità dei dettagli, spingendo la nostra attenzione verso singoli elementi. Non costruisce ritratti pittoreschi, e nemmeno sempre visioni nelle quali identifichiamo edifici o spazi aperti; piuttosto concentra l’attenzione verso punti dai quali percepiamo la presenza passata dell’uomo, la sedimentazione di momenti, più o meno lunghi, del suo passaggio. Ci forza a concentrare l’attenzione verso la specificità del luogo, dato che attraverso la presenza dell’uomo noi identifichiamo la ricchezza di relazioni del luogo, anche se ora abbandonato. Non ci parla del degrado come mezzo per suscitare emozioni patetiche, emozioni legate al senso di abbandono o ad una facile malinconia stimolata dal vuoto; ci parla piuttosto di emozioni legate al senso della vita che è transitata in quel luogo e che vi si è sviluppata, e che in alcuni casi vive ancora nel momento dello scatto delle foto.


Si tratta di una sorta di fotografia faticosa: la lettura che ne facciamo non si esaurisce nel momento dell’osservazione (una fiammata di emozione istantanea che, terminata, lascia un desiderio insoddisfatto), assomigliando più a un pretesto per far germinare un percorso di riflessione, lungo e laborioso, sulla condizione della città, o del paesaggio, contemporaneo.

in collaborazione con:


Landscape Stories I numeri tematici si presentano come monografie, che raccontano le molte sfaccettature di culture diverse e diversi modi di interpretare il mondo che ci circonda. Progetti fotografici, presentazione di libri, interviste, notizie, segnalazioni vengono pubblicati ogni giorno. I lavori che trovano spazio in Landscape Stories sono realizzati da alcuni dei protagonisti della fotografia di paesaggio del Andrea Gaio, Claudio Bettio. Landscape Stories | see, hear, share. www.landscapestories.net contacts@landscapestories.net

Overview Editore Descrivere attraverso parole ed immagini lo stato del territorio locale e le trasformazioni che esso ha attraversato e sta attrai fotografici, esperienze progettuali che hanno come tema l'architettura, l'urbanistica, il paesaggio, il territorio. la popolazione. E' in questi ambiti che il lavoro di overview si sviluppa, nell'ottica del contributo alla costruzione di una lettura critica delle trasformazioni stesse, attraverso parole che illustrano e immagini che raccontano. www.overvieweditore.com info@overvieweditore.com

La mostra si colloca all'interno di RAM 2011 organizzata dal Comune di Padova, Assessorato alla Cultura

mobile: 349.7786771
mail:
julian.adda@overvieweditore.com